Tecarterapia dermatofunzionale per il trattamento delle cicatrici

Cos’è una cicatrice?

Una cicatrice è il risultato del processo di guarigione di un determinato tessuto in seguito a una sua rottura, che può avvenire a causa di un’incisione chirurgica, una ferita da taglio, una lesione muscolare o un’ustione.

L’esito del processo di cicatrizzazione dipende da una serie di fattori. Alcuni di questi hanno a che fare con la persona stessa e la sua storia clinica: ad esempio l’età, la presenza di alcune malattie come il diabete e alcune malattie cardiovascolari, il fumo o le abitudini nutrizionali. Infine ci sono alcuni fattori locali, come la posizione e le dimensioni della ferita.

Fasi e criticità della cicatrizzazione

La cicatrizzazione non termina con la chiusura della ferita; il recupero prosegue internamente al tessuto stesso che attraversa una serie di fasi verso la guarigione:

  • Emostasi
  • Infiammazione
  • Proliferazione
  • Rimodellamento
  • Contrazione

 

Quando in ciascuna di queste fasi la produzione di fibroblasti è bilanciata, avremo una cicatrice normale, cioè liscia e priva di annessi cutanei. In caso contrario può manifestarsi una cicatrice:

  • Ipertrofica
  • Atrofica
  • Cheloide

Come può aiutarci la tecarterapia?

Con la tecarterapia è possibile favorire il processo di guarigione dei tessuti, stimolando la rigenerazione e riducendo i tempi di recupero. La tecarterapia aiuta ad evitare una produzione eccessiva o una significativa riduzione di fibroblasti e quindi la formazione di fibrosi e aderenze.

Il dispositivo T Care Plus, specificatamente studiato per eseguire trattamenti dermatofunzionali, è un ottimo alleato nel trattamento delle cicatrici.

Come intervenire?

In base a dove si trova ferita, adotteremo un metodo leggermente diverso per favorire la corretta cicatrizzazione. Vanno inoltre valutate le tempistiche e la profondità della ferita.

Nel caso di una ferita aperta possiamo posizionare gli elettrodi in modo parallelo al taglio. Possiamo cioè lavorare intorno alla ferita senza toccarla, facendo in modo che la corrente elettrica che passa attraverso i tessuti favorisca i processi naturali di rigenerazione.

Su una cicatrice già formata invece è necessario valutare per prima cosa quanto in profondità dobbiamo lavorare. Ad esempio, non è la stessa cosa trattare una cicatrice da cesareo o una all’arto inferiore. Sceglieremo elettrodi bipolari quando vogliamo eseguire un trattamento più superficiale ed elettrodi monopolari quando vogliamo lavorare a livelli più profondi del tessuto.

In generale, è consigliabile non lavorare in ipertermia sulle cicatrici. Nella stragrande maggioranza dei casi lavoreremo su una lieve sensazione termica nelle prime fasi del processo di guarigione. Poi, man mano che tale processo progredisce, aumenteremo la sensazione termica fino circa a 40°, cercando una sensazione piacevole e mai fastidiosa per il paziente.

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