Crioterapia: metodi per l’applicazione del freddo

L’efficacia della corretta dose di freddo in fisioterapia è ormai comprovata da diversi anni. Il problema è scegliere fra le diverse opzioni di applicazione, che si differenziano per vari fattori, quali la logistica, la possibilità o meno di dosare il freddo, la conservazione, ecc…

Rivediamo insieme quali sono le principali modalità in cui si può applicare il freddo in fisioterapia e i loro vantaggi e svantaggi.

Quali sono i metodi più utilizzati per l’applicazione del freddo

Tra le modalità applicative più comuni che consentono un dosaggio del freddo ci sono:

  • impacchi freddi: ovvero, la comune borsa del ghiaccio e le confezioni fredde di gel abbinate a bendaggi compressivi.
  • bombolette ghiaccio spray: usate molto frequentemente nello sport, sono indicate per trattamenti rapidi.
  • refrigeranti chimici: speciali sacchetti monouso formati da due reattivi separati fra loro.
  • Crioterapia computerizzata: dispositivi dotati di computer per la terapia del freddo, tra cui anche Cryo T.

Impacchi freddi: come e quando si usano?

La comune borsa del ghiaccio è sicuramente uno fra gli strumenti per la crioterapia locale più diffusi, sia per i costi di produzione contenuti sia perché tra i metodi più efficaci. I limiti della borsa del ghiaccio sono però la conservazione e la fastidiosa sensazione che segue quando viene applicata dopo una sessione di sport o riabilitativa.

Come funzionano le bombolette di ghiaccio spray?

Le bombolette di ghiaccio spray vengono usate frequentemente nello sport. Esse sono quasi sempre composte da fluorometano, una sostanza non infiammabile e non tossica che viene confezionata in un involucro sotto pressione.

Attraverso la vaporizzazione, il gas diventa freddo e il getto viene rilasciato sulla superficie da raffreddare. La percezione di freddo è immediata, ma non duratura: per questo lo spray non è indicato per trattamenti prolungati.

Come funzionano i refrigeranti chimici?

Più comodi e altrettanto rapidi sono i refrigeranti chimici: speciali sacchetti monouso formati da due reattivi separati fra loro. L’attivazione viene effettuata spezzando l’apposito separatore interno. Bisogna però fare attenzione a non rompere la busta esterna perché il contatto di queste sostanze chimiche con la pelle può provocare ustioni.

Cos’è e come può aiutarmi la crioterapia computerizzata?

I dispositivi assistiti mediante computer per la terapia del freddo a controllo continuo sono fra i metodi per la crioterapia di ultima generazione più efficienti e sicuri da usare. Il grosso vantaggio di questi dispositivi, oltre al fatto che non necessitano di essere riempiti con acqua fredda o ghiaccio, sta nella modulazione continua di temperatura in un range che va dai 2° ai 10° per tutta la durata del trattamento.

In questo panorama si colloca anche il dispositivo Cryo T, ovvero un’apparecchiatura delle dimensioni limitate che “produce freddo” grazie a una cella peltier e ad un applicatore ad alta conduttività termica da posizionare sul paziente.

Quali sono i vantaggi di Cryo T?

Il raffreddamento ottenuto con Cryo T è molto efficace, simile ma più pratico e sicuro di quello della normale borsa del ghiaccio. Pensiamo ad esempio ai traumi di origine meccanica, come ad esempio nella traumatologia sportiva in fase acuta: grazie all’uso dell’applicatore non si rischia di bagnare la fasciatura. Allo stesso tempo è possibile somministrare la giusta dose di freddo per oltrepassare la fasciatura e raggiungere la cute.

Scegliere il metodo più adatto per te

In sostanza, molte sono le metodiche disponibili per applicare il freddo e altrettante le soluzioni di mercato. Quale sia la migliore per te dipende dal contesto e dalle risorse a disposizione in termini di spazio, di logistica e naturalmente economici, ma anche dalla frequenza d’uso. Un dispositivo assistito mediante computer ha però l’indubbio vantaggio del controllo preciso e costante della temperatura, delle dimensioni contenute e della disponibilità immediata e costante di freddo.

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