Fisio ipertermia e tendinopatia rotulea

Che cos’è la Tendinopatia Rotulea

La Tendinopatia Rotulea è una patologia frequente tra gli sportivi che esprimono forza esplosiva (basket, pallavolo, atletica leggera, tennis e calcio).

Clinicamente si rivela nella parte anteriore del ginocchio ed è caratterizzata da dolore localizzato nel polo inferiore della rotula e da tumefazione dolente alla pressione.

Il dolore è aggravato dal carico e dall’aumento di lavoro della muscolatura dell’estensore del ginocchio, in particolare durante le attività che immagazzinano e rilasciano energia nel tendine rotuleo.

Quando il dolore causato da infiammazione e indebolimento del tendine persiste per più di qualche settimana, abbiamo la tendinopatia.

Fattori di rischio

  • Debolezza dei muscoli della coscia (quadricipiti) e aumento delle tensione sul tendine rotuleo da parte degli hamstring
  • Squilibrio muscolare. Se alcuni muscoli delle gambe sono molto più forti di altri potrebbero causare una trazione irregolare che a sua volta genererebbe la tendinite.
  • Alcune malattie croniche che interrompono il flusso sanguigno al ginocchio, indebolendo il tendine. Gli esempi includono insufficienza renale, malattie autoimmuni come il lupus o l’artrite reumatoide e malattie metaboliche come il diabete.

Il processo riabilitativo

Il trattamento riabilitativo  prevede all’inizio un riposo attivo, riducendo cioè il carico di lavoro, eliminando i gesti che esacerbano il dolore, senza interrompere l’attività e il controllo del dolore attraverso le terapie fisiche (laser, onde d’urto, ultrasuono).
Molto importante in questa fase il massaggio decontratturante del quadricipite, riflessogeno del retto femorale e il massaggio trasverso profondo del tendine rotuleo unito ad una buona esecuzione di esercizi di stretching della catena anteriore e posteriore.

In fase subacuta si può iniziare il rinforzo muscolare eccentrico ed elastico del quadricipite e dei muscoli del core con macchinari come Minivector. In parallelo si possono eseguire  iniezioni di plasma piastrinico e  la termoterapia con l’ipertermia fisioterapica Delta che si è rivelata un ottimo alleato del percorso riabilitativo.

Nuove opportunità di cura con la fisio ipertermia

Trovano grande giovamento dall’ipertermia quelle strutture anatomiche che sono normalmente poco perfuse dal sangue, come le superfici articolari, perché l’aumento di perfusione aumenta il ricambio cellulare locale e facilita l’eliminazione dell’infiammazione. Spesso il quadro di patologia tendinea è infatti complicato dalla presenza di calcificazioni in sede di flogosi, quale conseguenza di processi necrobiotici da insufficiente irrorazione sanguigna.

L’azione terapeutica dell’ipertermia in questo tipo di patologie consiste nell’incrementare in misura massimale l’afflusso ematico, con conseguente miglioramento degli scambi tessutali e l’eliminazione delle necrobiosi con conseguente turn over cellulare sul quale svolge, inoltre, un positivo effetto l’incremento del metabolismo cellulare indotto dall’ipertermia.

Un ulteriore e non meno importante effetto benefico di questo tipo di terapia si evidenzia, per gli stessi meccanismi, con l’eliminazione di eventuali depositi calcifici, eliminazione che rende l’impiego dell’ipertermia ancora più indicato.

Bibliografia

“Patellar tendinopathy – Recent developments toward treatment”

“Ipertermia in terapia fisica” di E. Alicicco, G. Alessandrelli, A. Borrani

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