L’esercizio motorio e le capacità propriocettive

La propriocezione come “sesto senso”

Gli animali selvatici sono di gran lunga più efficienti dei loro simili che vivono in cattività o che, addomesticati, frequentano salotti e divani.

L’ambiente e le richieste motorie legate alla sopravvivenza ed alla conservazione della specie, sono stimolo fondamentale per la funzionalità dei meccanismi percettivi.

Superfluo dire che i sistemi percettivi sono il mezzo attraverso il quale ha origine il rapporto animale con il “mondo”. Sistemi che condizionano pesantemente lo sviluppo delle capacità motorie espresse in termini di : forza, resistenza, velocità, coordinazione e strategiche abilità.

L’uomo del terzo millennio vive in un ambiente talmente comodo, che gli stimoli capaci di indurre miglioramenti nelle sue abilità motorie sono piuttosto scarsi. Per questa ragione, se si vogliono mantenere e migliorare le potenzialità motorie risulta necessario esercitarsi.

A proposito di sistemi percettivi, in generale possiamo ricordare i cinque sensi che abbiamo imparato a conoscere frequentando la scuola elementare : vista, udito, tatto, gusto, olfatto. Essi sono implicati nelle nostre attività quotidiane in modo cosciente e non. Ci rendono edotti di ciò che accade e ciò con cui veniamo a contatto.

Un sesto senso tuttavia è implicato in modo determinante nel movimento motorio, si tratta della propriocezione.

Il funzionamento del sistema propriocettivo

Sempre maggiore importanza viene attribuita alle capacità percettive in funzione della qualità del movimento e della integrità della struttura osteo-mio-articolare.

In modo elementare questo sesto senso funziona così :

  • i propriocettori, organi di senso distribuiti in ogni struttura e tessuto del corpo animale, monitorizzano gli effetti del movimento sul corpo umano e
  • trasmettono attraverso vie nervose specializzate le informazioni ai centri di controllo superiore, i quali
  • prendono atto dei dati e, se necessario, elaborano risposte di controllo e correzione sul movimento in atto che
  • raggiungono gli organi effettori del movimento : i muscoli.

 

L’integrità e la qualità del sistema propriocettivo risulta quindi determinante per :

  • il giovane che va formando la propria motricità,
  • l’atleta che intende attraverso questa via migliorare la performance sportiva,
  • l’anziano che vuole rallentare il fisiologico deterioramento legato alla terza età.
  • Va ricordato inoltre che traumatismi all’apparato locomotore lasciano un disordine propriocettivo che è necessario riabilitare.

 

L’unica via percorribile per un miglioramento o una calibrazione delle capacità propriocettive risulta essere l’esercizio motorio particolarmente stimolante. Ossia che rappresenti effettivamente una esperienza nuova e superiore in termini di intensità alle abitudini quotidiane, rispettando le caratteristiche di progressività ed individualità.

Esistono esercitazioni che si prestano a fattori di bassa intensità e grande quantità : camminare, correre, pedalare, nuotare etc., capaci di offrire positivi adattamenti a carico di cuore e polmoni. Ed altre che sono invece fatte di qualità : addestramento che riguarda il controllo del movimento, di cui è responsabile in ultima analisi il cervello. 

L’allenamento delle capacità propriocettive

La codificazione di questo tipo di esercitazioni si deve ad un medico traumatologo inglese, il dott. Freeman, che circa 50 anni fa mise a punto uno strumento banale, una tavola oscillante, che consentiva un recupero migliore e precoce nei traumi di caviglia attraverso una scaletta di esercitazioni progressive.

Studi recenti hanno dimostrato il valore di questa intuizione, che è tornata prepotentemente alla ribalta nell’ultimo decennio. Da quando finalmente si è affermato il training qualitativo su quello quantitativo.

Nuove tecnologie hanno consentito un’evoluzione alle tavoletta di legno del dott. Freeman. Esistono oggi in commercio delle strutture instabili che interfacciate ad un computer consentono di verificare in tempo reale l’andamento dell’esercizio attraverso un supporto dell’apprendimento conosciuto come biofeedback, ovvero una risposta audio-visiva e neuronale alle azioni del paziente.

Fra queste nuove tecnologie merita menzione la tavola propriocettiva basculante Libra di Easytech, uno strumento che dispone di feedback visivo ed acustico molto stimolante ed efficiente; con la possibilità di individualizzare al massimo il grado di difficoltà dell’esercitazione.

 

Roberto Manzoni, fisioterapista e preparatore atletico

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