Benvenuti in EASYTECH - Back to motion - Soluzioni innovative per la riabilitazione

amministrazione - choose your favourite language: English | Italiano

» Domanda 6

D.: Come si svolge un trattamento di Ipertermia?


R.:  Dunque, il paziente “approda” ad un centro di riabilitazione fisica per sottoporsi ad una serie di trattamenti diversi, fra cui può esservi anche l’Ipertermia. Sta alla competenza del medico inserire nel programma complessivo di riabilitazione gli elementi effettivamente necessari e non fare un minestrone con dentro un po’ di tutto, anche perché i risultati, al di là del costo ingiustificato, sarebbero spesso meno brillanti.
Come per molte altre terapie, anche l'Ipertermia viene somministrata attraverso una serie di sedute distanziate di uno o più giorni.
La seduta di Ipertermia si effettua solitamente in un “box” contenente per lo più solo un lettino e l’apparecchio, che è dotato di un braccio alla cui estremità è collocato l’”applicatore”, cioè il dispositivo destinato ad “applicare” al paziente le energie fisiche necessarie. Il paziente si stende sul lettino in posizione più comoda e rilassata possibile, cercando al contempo di rivolgere verso l’alto la parte da trattare che viene scoperta per permettere all’applicatore di entrare in buon contatto termico ed elettromagnetico con la superficie ed i tessuti sottostanti.

Domanda 6

Il terapista imposta la macchina in base alla patologia e alla zona da trattare, poi dà il via al trattamento, che durerà circa venti minuti.
L’applicatore è appoggiato al corpo per mezzo di una sacca morbida in cui circola un liquido termostatato ad una temperatura prossima a quella corporea (37÷39°C); un’onda elettromagnetica accuratamente selezionata in frequenza attraversa il liquido e si propaga nei tessuti riscaldandoli; la presenza del liquido impedisce il surriscaldamento degli strati più superficiali che sono sottoposti alla maggiore intensità dell’onda; si ha così, all’interno, un innalzamento di temperatura “smussato”, omogeneo, prevedibile, il cui controllo è ottenuto a partire dalle misure rilevate dal piccolissimo sensore che è stato appoggiato fra la sacca e la pelle, misure che vengono elaborate dal computer della macchina in cui è inserito un modello matematico che tiene conto della fisica, della fisiologia e della biologia dell’insieme paziente-macchina nella zona dove avvengono i fenomeni termici. Tutto questo è stato possibile grazie ad una esperienza più che ventennale nel campo dell’Ipertermia prima oncologica e poi fisioterapica.
Tornando allo svolgimento della seduta, tutto dovrebbe procedere nel massimo comfort per il paziente. Talvolta, tuttavia, può insorgere una sensazione di calore eccessivo o di dolore di vario tipo nella zona trattata: in questi casi uno non deve fare l’eroe (è inutile e può essere moderatamente dannoso) ma avvertire il terapista il quale aggiusterà (anche più volte se necessario) il livello del trattamento fino ad ottenere una soddisfacente sopportabilità. E’ impossibile infatti, data la diversità fra persona e persona e fra stato e stato anche della stessa patologia, stabilire esattamente a priori il punto di lavoro della macchina: vengono seguite delle linee guida ottenute con l’esperienza maturata nel tempo, è di fondamentale importanza l’esperienza stessa dell’operatore, ma specialmente alle prime sedute può essere necessario qualche “ritocco”. Questa è normale routine, il tutto è ormai ampiamente collaudato da centinaia di migliaia di sedute e decine di migliaia di pazienti. Le controindicazioni sono ben note anche al fisioterapista che pilota direttamente l'apparecchio, e la loro verifica su ciascun paziente è una tappa obbligatoria della visita del fisiatra.
La frequenza delle sedute può variare da due a cinque a settimana. Generalmente, più i trattamenti sono intensi più devono essere distanziati, altrimenti i tessuti entrano temporaneamente nel cosiddetto stato di "termotolleranza", diventano più resistenti al calore e quindi reagiscono più blandamente, vanificando il vantaggio di fare più sedute nello stesso arco di tempo. Talvolta in seconda o terza seduta si nota una certa riacutizzazione del dolore, tanto che qualcuno è tentato di abbandonare la terapia, ma poi tutto torna sotto controllo. Tipicamente i primi effetti tangibili, spesso la completa scomparsa del dolore, si ottengono in meno di dieci sedute, che vengono comunque effettuate tutte perché si è riscontrato un risultato benefico più duraturo nel tempo.


Copyright © 2008 - All rights reserverd, Easytech srl - Via della Fangosa, 32 - 50032 Borgo San Lorenzo (FI) ITALY - Tel: +39 0558455216 Fax: +39 0558454349 - PI 01695620979 |  Credits  |