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» Domanda 2
D.: Nella fisioterapia si usa dire che vengono usati i "Mezzi Fisici", poi una volta si parla di elettrostimolazione, un'altra di ipertermia, un'altra ancora di ultrasuoni, e così via: Cosa significa? Funzionano? E qual'è in linea di massima il concetto generale per cui funzionano? Non è che dietro c'è qualche colossale panzana? R.: Procediamo con ordine perchè è un argomento piuttosto complicato che proprio per questo si presta appunto all'invenzione delle più grasse e pittoresche panzane, non solo da parte di gente senza scrupoli ma anche di onesti ignoranti in buona fede. Prima di tutto mettiamoci d'accordo su cosa intendiamo con il termine "mezzo fisico". In riabilitazione fisica un mezzo fisico inteso nel senso più ampio è una qualche forma di energia fisica applicata al corpo allo scopo di ottenere un effetto finale clinico vantaggioso. Poi si tende anche a identificare il mezzo fisico con l'apparecchio che lo produce: nulla di male, basta avere chiaro di volta in volta a cosa ci si riferisce. Ora definiamo cosa significa il termine "funzionare". Un qualsiasi mezzo fisico, sia esso calore, freddo, corrente elettrica, ultrasuono, laser o che altro si voglia, applicato al corpo in un determinato modo, può provocare sui tessuti del corpo stesso qualche effetto fisico-chimico (ad esempio un innalzamento di temperatura, uno spostamento di cariche elettriche, una vibrazione, una sollecitazione di legami chimici ecc.) che a sua volta può provocare un effetto bio-fisiologico (ad esempio vasodilatazione, variazione del metabolismo, contrazione, fotostimolazione ecc.) che a sua volta può provocare un effetto clinico benefico o dannoso o del tutto trascurabile per l'obiettivo terapeutico che ci eravamo prefissi. Abbiamo quindi almeno tre livelli (ed abbiamo semplificato molto) in cui si può parlare di "funzionamento": fisico-chimico, bio-fisiologico, clinico. Ovviamente quello che conta è l'ultimo, ma per poter dire che un mezzo fisico ha funzionato è necessario che tutti i livelli descritti abbiano dato il loro contributo, altrimenti non c'è correlazione fra l'ipotizzata causa iniziale e il risultato finale. Infine vediamo qual'è il concetto generale di funzionamento dei mezzi fisici, cioè come la suddetta catena di effetti può portare alla fine a qualcosa di utile e positivo. Quanto alle colossali panzane, vale a dire proporre una "macchina" di cui si racconta che fa cose belle e misteriose e invece non fa nulla, il terreno è molto fertile, concimato con l'ignoranza diffusa ma soprattutto col fatto che nel nostro campo – almeno in Italia, ma non solo - non ci sono Organismi di Controllo in grado di valutare seriamente apparecchi e metodiche, per cui possono essere proposti impunemente i dispositivi più improbabili e relativi lavori "scientifici". E' facile, oggi, buttare nel mondo della riabilitazione fisica una macchina, una metodica, un farmaco, sparando balle iperboliche (e proprio per questo accattivanti) che basano la loro forza sul fatto che spiegare dove e perché sono balle è complicatissimo perché gli sbagli (o bugìe, secondo il punto di vista) sono numerosi e tutti accavallati e quindi l'acquirente/utente/paziente non è in grado di capirci nulla, né ha voglia di stare ad ascoltare l'esperto "vero", ammesso che costui sia capace di dipanare adeguatamente una matassa così aggrovigliata. D'altra parte è anche vero che esistono moltissimi apparecchi perfettamente idonei a suscitare quella catena di effetti che porta al risultato clinico finale desiderato e ne possono essere sviluppati ancora a non finire. Uno dei compiti di cui si fa carico Easytech è individuarli e inserirli nella rosa delle "macchine" da proporre per la realizzazione di Centri dove la riabilitazione fisica viene praticata ad alto livello. |
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