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» Domanda 2

D.: Nella fisioterapia si usa dire che vengono usati i "Mezzi Fisici", poi una volta si parla di elettrostimolazione, un'altra di ipertermia, un'altra ancora di ultrasuoni, e così via: Cosa significa? Funzionano? E qual'è in linea di massima il concetto generale per cui funzionano? Non è che dietro c'è qualche colossale panzana?


R.:  Procediamo con ordine perchè è un argomento piuttosto complicato che proprio per questo si presta appunto all'invenzione delle più grasse e pittoresche panzane, non solo da parte di gente senza scrupoli ma anche di onesti ignoranti in buona fede.

Prima di tutto mettiamoci d'accordo su cosa intendiamo con il termine "mezzo fisico". In riabilitazione fisica un mezzo fisico inteso nel senso più ampio è una qualche forma di energia fisica applicata al corpo allo scopo di ottenere un effetto finale clinico vantaggioso. Poi si tende anche a identificare il mezzo fisico con l'apparecchio che lo produce: nulla di male, basta avere chiaro di volta in volta a cosa ci si riferisce.
In questo senso, che è più vicino al punto di vista statunitense, sono mezzi fisici non solo quelli basati sull'energia elettromagnetica (elettrostimolazione, campi magnetici variabili, riscaldamento ad alta frequenza, a microonde, a infrarossi, fotostimolazione col laser), quelli basati sull'energia termica della materia riscaldata (calore che si propaga e si applica al corpo per mezzo della conduzione e convezione termica: bagni di paraffina, placche metalliche o sacche di liquido a temperatura controllata, fanghi termali ecc.) e quelli basati sull'energia degli ultrasuoni (micromassaggio e riscaldamento), ma anche tutto ciò che utilizza l'energia "meccanica classica" (forze e movimenti), quindi anche tutti gli interventi manuali del fisioterapista sul paziente (come mobilizzazioni e massaggi) e gli esercizi compiuti dal paziente stesso con o senza attrezzature e apparecchi più o meno complessi. In Italia c'è la tendenza a tenere separato quest'ultimo settore in considerazione del fatto che movimento e forza sono indispensabili per la riabilitazione fisica, ne costituiscono il nucleo fondamentale, mentre gli altri mezzi fisici sono soprattutto un ausilio, anche se in alcuni casi un ausilio formidabile e determinante. Anche qui nulla di male, basta avere sempre chiaro di cosa stiamo parlando. 

Ora definiamo cosa significa il termine "funzionare". Un qualsiasi mezzo fisico, sia esso calore, freddo, corrente elettrica, ultrasuono, laser o che altro si voglia, applicato al corpo in un determinato modo, può provocare sui tessuti del corpo stesso qualche effetto fisico-chimico (ad esempio un innalzamento di temperatura, uno spostamento di cariche elettriche, una vibrazione, una sollecitazione di legami chimici ecc.) che a sua volta può provocare un effetto bio-fisiologico (ad esempio vasodilatazione, variazione del metabolismo, contrazione, fotostimolazione ecc.) che a sua volta può provocare un effetto clinico benefico o dannoso o del tutto trascurabile per l'obiettivo terapeutico che ci eravamo prefissi. Abbiamo quindi almeno tre livelli (ed abbiamo semplificato molto) in cui si può parlare di "funzionamento": fisico-chimico, bio-fisiologico, clinico. Ovviamente quello che conta è l'ultimo, ma per poter dire che un mezzo fisico ha funzionato è necessario che tutti i livelli descritti abbiano dato il loro contributo, altrimenti non c'è correlazione fra l'ipotizzata causa iniziale e il risultato finale.

Infine vediamo qual'è il concetto generale di funzionamento dei mezzi fisici, cioè come la suddetta catena di effetti può portare alla fine a qualcosa di utile e positivo. 
Sappiamo che le cellule (le "unità viventi") del nostro organismo per vivere correttamente hanno bisogno di stare in un ambiente (l'interno del corpo) che ha delle caratteristiche molto costanti (omeostasi), per esempio una temperatura prossima a 37°C, una giusta quantità di acqua, determinate percentuali di sali, ossigeno, nutrienti vari, e così via. Qualsiasi cambiamento si introduca in questo stato di equilibrio (ad esempio attraverso l'applicazione di un mezzo fisico) provocherà un disturbo e quindi una reazione da parte dei tessuti viventi: se questa perturbazione sarà del tipo e dell'intensità appropriate caso per caso, si otterrà un beneficio (in questo caso il mezzo fisico "ha funzionato" e possiamo considerarlo "terapia"), altrimenti appena cessata l'applicazione tutto tornerà esattamente come prima (effetto trascurabile) o si avrà addirittura un danno di qualche entità.
Non è necessario essere scienziati per intuire che si tratta di una potenzialità che dipende fortemente sia dal tipo di mezzo fisico in relazione alla patologia da trattare, sia dal dispositivo che lo realizza, ed è facile concludere che per ottenere una terapia che funzioni è indispensabile un lungo e complesso lavoro di studio e sperimentazione in cui quasi tutto risulterà da scartare e solo poche eccezioni daranno i loro frutti. 

Quanto alle colossali panzane, vale a dire proporre una "macchina" di cui si racconta che fa cose belle e misteriose e invece non fa nulla, il terreno è molto fertile, concimato con l'ignoranza diffusa ma soprattutto col fatto che nel nostro campo – almeno in Italia, ma non solo - non ci sono Organismi di Controllo in grado di valutare seriamente apparecchi e metodiche, per cui possono essere proposti impunemente i dispositivi più improbabili e relativi lavori "scientifici". E' facile, oggi, buttare nel mondo della riabilitazione fisica una macchina, una metodica, un farmaco, sparando balle iperboliche (e proprio per questo accattivanti) che basano la loro forza sul fatto che spiegare dove e perché sono balle è complicatissimo perché gli sbagli (o bugìe, secondo il punto di vista) sono numerosi e tutti accavallati e quindi l'acquirente/utente/paziente non è in grado di capirci nulla, né ha voglia di stare ad ascoltare l'esperto "vero", ammesso che costui sia capace di dipanare adeguatamente una matassa così aggrovigliata.

D'altra parte è anche vero che esistono moltissimi apparecchi perfettamente idonei a suscitare quella catena di effetti che porta al risultato clinico finale desiderato e ne possono essere sviluppati ancora a non finire. Uno dei compiti di cui si fa carico Easytech è individuarli e inserirli nella rosa delle "macchine" da proporre per la realizzazione di Centri dove la riabilitazione fisica viene praticata ad alto livello.


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